Costituzione Italiana - Parte I

NOTE agli articoli emendati da API Italia

Art. 1

La frase "eticamente sostenibile" riferita al lavoro può sembrare ambigua, ma - a sessant'anni dalla prima elaborazione della Costituzione Italiana - in condìzioni oggi ben diverse, alla luce di nuovi problemi, di nuove idee e di nuovi progetti, è necessario prendere atto dell'evoluzione del concetto stesso di lavoro.

Se è vero che sul lavoro si fonda l'equilibrio socio-economico di un Paese bisogna anche analizzare i tipi, i modi e la qualità del lavoro nel rispetto dei diritti individuali e collettivi non solo ma anche nel rispetto dell'ambiente.

E, come è inconcepibile lo sfruttamento della donna, dell'uomo e ancor più bambino, cosi è inaccettabile lo sfruttamento e l'uso della sofferenza animale. Né si può trascurare l'impatto che un dato lavoro può avere sull'economia o sull'ecologia di altri Paesi, in particolare di quelli poveri.

Si può parlare di lavoro etico? Di produzioni "eticamente sostenibili”? Oppure per la sopravvivenza tutto è lecito? Produrre o commerciare armi di ogni genere, produrre o/e spacciare droga, costruire automobili inquinanti, produrre hamburger uccidendo animali, distruggendo foreste e rapinando cereali ai popoli affamati, confezionare lussuosi capi d'abbigliamento con la pelle degli animali selvatici, cementificare coste o boschi, desertificare i territori sprecando acque ed energia per gli interessi e gli sprechi di pochi?

Esiste un'alternativa a questo sistema ormai vecchio e dannoso per tutti?

Siamo in molti a pensare che in Europa tale sistema è ormai morente ed è doveroso inventare o creare nuovi progetti, nuovi lavori, nuovi generi di produzione per evitare la crescente disoccupazione.

Nel nostro Paese sono necessari:

-   la conservazione della Natura

-   una crescita legata alla disponibilità delle risorse

-   l'uso di energie rinnovabili

-   la dematerializzazione mediante le tecnologie informatiche per evitare l'aumento dei rifiuti.

Quindi - come avviene nei sistemi viventi - mantenere l'equilbrio senza più distruggere. Nuovi generi di lavori legati ad un diverso modo di vivere, in cui la scelta etica coincide con la necessità ecologica ed economica già si delineano nel “terzo settore” o nel “terzo sistema" per le nuovissime generazioni già preparate e convinte ad una vita più umana per tutti. 

 

Art.

6

 Nel vasto intreccio di individui, di specie, di razze, di gruppi, di culture, di informazioni, di convivenze. si creano delle 'reti' vitali che - mantenendo le proprie autonomia - si collegano tra loro scambiandosi informazioni ed emozioni cosi come avviene in natura ad esempio tra cellule e cellule, tessuti, organismi, sistemi viventi.


E' quindi necessario tutelare (più che ogni minoranza) ogni diversità. 


Art. 9

La cultura e soprattutto la scienza e la tecnica cosi eccessivamente sperimentali sponsorizzate da poteri industriali e militari sembrano aver superato i limiti di indagine e di manipolazione nel e del microcosmo biologico.

In nome di una retorica crociata di progresso, senza rispetto per gli infiniti esseri che vivono in equilibrio dinamico, molta parte dei ricercatori percorrono una strada di violenza e di sangue che, attraverso il mondo vegetale e animale, s'innesta nel mondo degli umani, fino agli estremi limiti dell'inconoscibile e dell'intoccabile (manipolazioni genetiche, animali transgenici, chimere, brevetti di invenzioni biotecnologiche, clonazioni ecc.).

Mentre ancora una volta appare utile, quindi permesso, clonare e brevettare gli animali (che nascono con cellule già vecchie. quindi animali morenti).

Ma la ricerca genetica è unitaria, il campo della biotecnologia non ha limiti o confini.

A questo punto sottolineare con un principio costituzionale il rispetto dell'integrità biologica di tutti i viventi è d'obbligo.

 

Art. 19

 

In Italia, ancora in nome della Madonna e dei Santi, al nord e al sud, vivono tradizioni popolari, a volte derivate dai miti di un'antica civiltà mediterranea, spesso importate dalle altre culture dei popoli dominatori (es. gli Spagnoli) o delle comunità stanziate da secoli (es. gli albanesi) assimilate nelle feste religiose cristiane, tradizioni in cui si maltrattano o si torturano gli animali. Inoltre le attuali e le future immigrazioni importano anche altre religioni, altre usanze, altre pratiche che la legge non può permettere quando impongono violenza su esseri indifesi in nome di antiche credenze.

L'integrità fisica e psichica di giovani donne dovrà quindi essere tutelata. Cosi anche gli animali dovranno essere tutelati secondo le leggi italiane senza deroghe per i riti di altre religioni (macellazione rituale).

La decisione europea di rispettare le tradizioni di ogni popolo anche se producono morte, torture e sofferenza per gli animali (corrida) non è espressione di civiltà anche se decretata in nome della tolleranza. E' la cultura della non violenza che unisce i popoli e gli individui e prepara un futuro vivibile. 

 

art. 21

 

Si potrebbe essere favorevole all'eliminazione del comma 6 ma se un minimo limite ci deve essere nella stampa, negli spettacoli e in tutte le altre manifestazioni, questo deve essere legato alla dignità di uomini e animali, non al superato concetto di “buon costume”. Per quanto riguarda gli animali: ad esempio gare, circhi o simili, violano il rispetto dell'ecologia e dell'individuo di ogni specie. 


Art. 32

Un modo radicale per la tutela della salute dei cittadini, principio numero uno della Costituzione, è la prevenzione primaria o meglio il mantenimento di un ambiente il più possibile 'pulito' ecologicamente, socialmente, psichicamente.

Se constatiamo quante malattie in crescita oggi si manifestano, possiamo ben nutrire dei dubbi sulla gestione del benessere psicofisico dei cittadini• che trop po tardi ricorrono alle terapie mediche e ai trapianti quale unica, perché ultima, speranza di sopravvivere.

Se è vero che si sono sconfitte alcune malattie infettive, è altrettanto vero che malattie degenerative e oncologiche sono in aumento. Lo Stato ha il dovere di informare, di eliminare le cause di patologie ambientali anche se si scontra con potenti interessi economici, di favorire un'alimentazione sana, un'agricoltura pulita.

Spostare comunque la tutela della salute dalla pura assistenza sanitaria (pur mantenendola) alla tutela ambientale quale prima responsabilità dello Stato sembra veramente un'occasione di progresso sociale, civile ed economico. 

 

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Art. 33

 

Anche per quanto riguarda la Scienza e il suo insegnamento bisogna chiarire i limiti di una libertà oggi illimitata. Lo scienziato e il ricercatore non hanno il diritto di violare altri diritti fondamentali sia degli umani che dei non umani.

E' lo stesso principio che regola ogni espressione di libertà valido per tutti i cittadini. Nessuno può essere così onnipotente da sacrificare altri esseri per la propria conoscenza o per una presunta utilità o un benessere comune.

Altrimenti è giustificabile il comportamento dei medici nazisti nei confronti degli ebrei. La sperimentazione di qualsiasi tipo belli ca, industriale, chimica, psichica, biomedica, cosmetica su esseri senzienti (dai topi ai popoli nemici) è assolutamente incivile, immorale, inutile e anche pericolosa per tutti.

Il nuovo millennio non può essere inaugurato con vecchi sistemi di ricerca cruenti e violenti quando le nuove filosofie, la nuova fisica, la nuova biologia ci stanno aprendo quegli orizzonti oscurati da secoli di medioevo culturale.